CSRD Insights: nel rapporto di Deloitte i bilanci di sostenibilità delle quotate italiane a confronto

Deloitte ha pubblicato il rapporto “CSRD Insights” che analizza 85 società quotate su Euronext Milano (pari all’81% della capitalizzazione complessiva) che nel 2024 hanno applicato per la prima volta la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

Valeria Brambilla, AD di Deloitte & Touche, presentando il rapporto ha evidenziato il grande impegno delle imprese nel rispondere alle nuove richieste informative, notando però una forte variabilità nell’estensione dei report e nel numero di impatti, rischi e opportunità identificati.

I report analizzati hanno una media di 150 pagine, ma con un range elevato, tra 54 e 379 pagine, che evidenzia la necessità di una maggiore razionalizzazione dei contenuti in futuro.

Tutte le società esaminate hanno identificato come centrali i temi del cambiamento climatico (Standard europeo E1), della forza lavoro propria (Standard europeo S1) e della condotta aziendale (Standard europeo G1). Il 68% delle aziende ha fissato obiettivi di riduzione delle emissioni, ma solo il 31% ha un piano di transizione definito. Inoltre, il 77% dei report ha incluso informazioni sull’analisi di scenario.

Una azienda su quattro ha introdotto temi “entity-specific”, principalmente nelle aree sociali e di governance, con un focus su innovazione, cybersecurity e intelligenza artificiale, e qualità e continuità del prodotto/servizio.

In sintesi, dal rapporto pubblicato emerge un grande impegno messo in campo dalle imprese per rispondere alle nuove richieste informative ma anche un quadro di troppa variabilità nell’estensione dei report, con una spiccata differenziazione per settore e altrettanta variabilità nel numero di impatti, rischi e opportunità identificati.

C’è indubbiamente spazio per affrontare la prossima stagione di rendicontazione con un obiettivo di maggior razionalizzazione, efficacia comunicativa e sempre maggiore trasparenza e comparabilità con i peers (in relazione alle specificità di settore).

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